Home Page

 
 

 "LA NOSTRA ESPERIENZA DI VITA"

Ci è stata fatta tante volte la stesa domanda:

Come si può andare avanti nella vita dopo una tragedia del genere ?

Non vogliamo essere così presuntuosi da insegnare ad altri come fare, come pensare o come comportarsi, ma vorremmo semplicemente cercare di dare un aiuto o una speranza a chi purtroppo come noi ha subito qualcosa di simile.

Diventare genitori, si sa, sconvolge pienamente la vita di coppia, questo perché spesso cambiano i modi di vivere, dal tempo libero, agli orari, alla programmazione della propria vita in generale, una nuova vita che cresce nel grembo della mamma, sconvolge anche fisicamente le normali attività.

Noi siamo pienamente convinti che, tra genitori e figli, ci debba essere molto di più di un semplice rapporto di dipendenza, e non solo perché come si dice oggi “ i tempi sono cambiati ma anche perché noi stessi che siamo cambiati, spesso in peggio, perché non accettiamo compromessi, non vogliamo rinunciare a quegli spazi che ci siamo creati intorno.

La realtà, di un figlio, spesso annulla la propria personalità, perché si sa per un figlio si fa di tutto.

Siamo partiti coscienti di quello che stavamo facendo e sulla base di questa nuova vita di essere uniti e complici in tutto e per tutto, cercando sempre di trovare un compromesso nel difficilissimo rapporto tra figli e genitori.

Durante la vita terrena di Ambra, ci è capitato di pensare:

E se lei non ci fosse più ?

Il primo pensiero è stato:

     Noi andiamo dietro a lei………..

Ma questo non è avvenuto, noi adesso siamo qui, su questa terra, cercando di convivere con questo dolore, ma soprattutto con questa mancanza fisica.

E’ normale conseguenza lasciarsi andare, la nostra vita, fatta di semplici cose, da quel momento non esiste più, si viene letteralmente sparati in un’altra dimensione, e non si riesce a realizzare che cosa sia veramente successo, non può essere accaduto a noi, alla nostra bambina.

Ritorna allora la complicità, nonostante la consapevolezza di quanto successo, vi è il bisogno di aggrapparsi a qualcosa,di credere in qualcuno, perché tutto quello che abbiamo fatto in questi undici anni non sia stato fatto invano, non si può e non ci si deve lasciare andare solo a disperazione e pianto, per l’unione, per l’affetto e per l’amore che ci ha sempre legato a nostra figlia.

Questo vale anche per tutti quelli che hanno perso una persona cara, perché se da una parte vi è una vita spezzata, dall’altra si deve tenere in vita quella speranza che ci permetta di onorare e gratificare quanto, insieme è stato fatto.

Riuscire a pregare, può sembrare difficile, dopo un evento del genere, ma sotto il punto di vista spirituale è un aiuto immenso, perché chi crede, lo sa benissimo, che la vita terrena è solo un passaggio per la vita eterna. In una frase S. Agostino dice:

“ I MORTI NON SONO DEGLI ASSENTI, MA DEGLI INVISIBILI, ESSI FISSANO I LORO OCCHI PIENI DI GLORIA NEI NOSTRI COLMI DI LACRIME ”.

Chi di voi purtroppo, vive una situazione come la nostra, ma si trova da solo a vivere un’esperienza del genere, ricordatevi che, anche se vi sembrerà impossibile, ma in voi c’è tanto amore da donare e chi riuscirà a capire il vostro dolore, anche in quei momenti in cui avrete gli occhi colmi di lacrime, potrà aiutarvi ad andare avanti, magari anche facendo una battuta spiritosa, per tirar fuori quel sorriso che pensavate di aver perso per sempre.

Tutto questo nella speranza, di farci capire veramente quanto importante è la vita, e soprattutto di amarla e rispettarla in ogni situazione.                                                                    Guido e Manuela.